La ultima cima

Nel giugno scorso usciva solo in un paio di sale di Madrid, ignorato dalla maggior parte dei media, il film di Juan Manuel Cotelo La última cima.  Dopo poco tempo più di sessanta cinema decisero di proiettare grazie alla richiesta, via internet, di migliaia di persone anonime.

Come scrive l’agenzia Zenit il film «è un canto alla vita del sacerdote “normale” –  Pablo Domínguez – che non è delinquente né eroico, né esorcista né missionario in luoghi estremi, ma è semplicemente disponibile, assiste la gente, la ascolta, la confessa, predica la verità senza paura, con umorismo e intelligenza».

Don Pablo – che morì tragicamente nel fiore degli anni mentre scendeva dal monte Moncayoun – conquistava tutti quelli che incontrava lungo il suo cammino con la sua generosità, la sua saggezza, la sua gioia di vivere; un prete colto, brillante, affascinante, decano della Facoltà di teologia di San Dámaso, che sicuramente avrebbe raggiunto le più alte dignità ecclesiastiche se non fosse precipitato mentre praticava alpinismo. Sicuramente era un prete “ordinario” come tanti altri preti che abbiamo incontrato sul nostro cammino ma era un prete anche “straordinario” laddove mostrava Colui che da ragione e senso alla vita dell’essere umano.

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